Effetto Draghi
L’asta dei Ctz biennali ha avuto un notevole successo ieri, col tasso a 3,06 contro il 4,86 di luglio. Anche l’asta spagnola è andata molto bene: i titoli a tre mesi hanno spuntato lo 0,94 mentre il tasso della precedente era stato del 2,34. Un po’ meno marcato il miglioramento per i Bonos a sei mesi. Sono alcuni degli effetti della valutazione positiva che il mercato sta dando della strategia enunciata da Mario Dragh.
3 AGO 20

L’asta dei Ctz biennali ha avuto un notevole successo ieri, col tasso a 3,06 contro il 4,86 di luglio. Anche l’asta spagnola è andata molto bene: i titoli a tre mesi hanno spuntato lo 0,94 mentre il tasso della precedente era stato del 2,34. Un po’ meno marcato il miglioramento per i Bonos a sei mesi. Sono alcuni degli effetti della valutazione positiva che il mercato sta dando della strategia enunciata da Mario Draghi per l’intervento flessibile della Banca centrale europea nell’acquisto di debito pubblico dei paesi in difficoltà, che stanno procedendo nel consolidamento del loro bilancio, in relazione a quotazioni che essa valuti come anomale.
Nonostante gli interventi contrari di Jens Weidmann, che rappresenta la Bundesbank nel direttorio della Banca centrale europea, l’annuncio del presidente dell’Istituto centrale Draghi funziona. La ragione di ciò sta, innanzitutto, nel fatto che la sua linea è molto realistica. Non intende impegnarsi in acquisti rivolti a mantenere i tassi sui Bonos e sui Buoni del tesoro a un dato livello, ma si riserva di comperarli quando la quotazione appaia eccessiva, per suggerire al mercato quella di equilibrio.
Gli acquisti lo scorso anno furono temporanei e in misura limitata. Ora invece Draghi ha dichiarato che la nuova politica non si basa su una scelta quantitativa preventiva. Ma gli interventi si indirizzeranno prevalentemente al mercato a breve, per dare ai governi nazionali che stanno consolidando i bilanci il respiro necessario per attuarlo.
Gli acquisti lo scorso anno furono temporanei e in misura limitata. Ora invece Draghi ha dichiarato che la nuova politica non si basa su una scelta quantitativa preventiva. Ma gli interventi si indirizzeranno prevalentemente al mercato a breve, per dare ai governi nazionali che stanno consolidando i bilanci il respiro necessario per attuarlo.
Il fatto che l’asta dei Ctz biennali sia andata bene indica pure che il mercato vede, per l’Italia, il pareggio a breve scadenza e reputa che la Bce possa premiare la realizzazione di questo traguardo. Per la Spagna il raffreddamento è sui titoli a tre mesi e, un po’ meno, sui semestrali, perché questi dovrebbero essere i titoli oggetto di intervento dell’Istituto centrale di Francoforte, in attesa che la Spagna si avvicini al rapporto del debito al prodotto interno lordo del 3 per cento. Inoltre Draghi, con prassi non usuale, ha reso noto che Weidmann in passato ha votato contro la decisione della Bce di intervenire sui mercati del debito pubblico. Con un duplice effetto: di coprirlo e di far sapere che la Banca centrale europea può deliberare anche con il voto contrario della Bundesbank. A Francoforte c’è un buon guardiano dell’euro.